E’ la somma che fa il totale! Vol. I

Poeta Pasquale intervista Poeta Mario sulla stagione calcistica 2016/2017

LA CLASSIFICA FINALE RISPECCHIA , SECONDO TE, I VALORI ESPRESSI DURNATE IL CAMPIONATO?

Secondo me la classifica finale rispecchia i valori espressi in campo, ma con delle considerazioni da fare.

Innanzitutto le prime due classificate (Juventus  e Roma) rappresentano le due migliori difese del campionato, a conferma del fatto che in Italia , spesso, chi non prende goal viene premiato. Dico spesso e non sempre perché, in questo campionato, abbiamo assistito al paradosso di una squadra che ha navigato per tutto il campionato in quella che definirei la “zona ovattata”, ovvero quella parte di classifica ove vivono  le  squadre che non hanno velleità europeistiche e che, al contempo, non rischiano la discesa agli inferi della cadetteria.  La squadra di cui parlo è il Cagliari che ha chiuso all’undicesimo posto  con 47 punti e ben 76 goal subiti ( terza peggior difesa del campionato). Almeno nella  “zona ovattata”, non sempre chi prende meno goal viene premiato.

Inoltre ritengo il settimo posto dell’Inter un vero e proprio caso da psicanalisi collettiva. Una squadra  che, nel momento in cui si è resa  conto dell’impossibilità di accedere in Champions, ha tirato i remi in barca naufragando anche  verso l’uscita dalla tanto “bistrattata” Europa League. Come dire.. “noi in vacanza ci andiamo ad Aprile e chi se ne frega se c’è ancora qualcuno che si disturba a venirci a vedere allo stadio”. La stessa squadra che ha inanellato successi clamorosi (vedi quello contro la Juventus) e prestazioni più che convincenti con una serie di sette vittorie consecutive (record  nel campionato appena trascorso) ad un certo punto, senza un motivo apparente, ha iniziato a perdere con chiunque. E proprio dopo aver perso quasi aritmeticamente la corsa Champions.  Lettino e dottore per tutti.

La coda del campionato ci ha regalato l’impresa del Crotone, che all’ultima giornata ha raggiunto la miracolosa salvezza a scapito di un Empoli che, forse, si credeva salvo già a Febbraio. Il pallone è rotondo e come tale è imprevedibile.

Infine, secondo me, per quel che ha fatto vedere il Napoli (soprattutto nel girone di ritorno) avrebbe meritato il secondo posto. Forse con qualche rigore in meno sulla sponde giallorossa del Tevere…..

COME GIUDICHI IL FATTO CHE BEN TRE SQUADRE ABBIANO ABBONDANTEMENTE SUPERATO LA STORICA QUOTA SCUDETTO DEGLI OTTANTA PUNTI?

Per rispondere a questa domanda, bisogna, secondo me, fare un’analisi partendo dalle squadre in coda alla classifica finale. Se è vero che tre squadre hanno superato gli ottanta punti (Juventus 91, Roma 87, Napoli 86), è altrettanto vero che ben 6 squadre (Pescara 18, Palermo 26, Empoli 32,Crotone 34,Genoa e Bologna 36) non hanno raggiunto la quota salvezza fissata, per convenzione, a quaranta punti. A ciò dobbiamo aggiungere anche il fatto che ben 11 squadre non hanno superato i 50 punti e che la quarta classificata (Lazio) ha chiuso l’anno a 14 punti dal Napoli.

Questi dati sono sinonimo di un concetto: MANCANZA DI EQUILIBRIO.

Le tre lì davanti sono arrivate sul “podio” grazie a degli attacchi favolosi e delle difese che hanno fatto (un po’ meno nel caso del Napoli!!!) il loro dovere. Ma è innegabile il fatto che il gap fra queste squadre di vertice e la quarta (non la tredicesima o la diciottesima) sia incolmabile. Basta ricordarsi delle partite fra  Juve e Lazio in campionato e in finale di Coppa Italia. Quindi , per me, nonostante la Juve abbia perso a Genova col Genoa o a Milano con la “psicopatica “ Inter, e il Napoli perso a Bergamo e Napoli con l’Atalanta e pareggiato in casa con Sassuolo e Palermo, rimane una differenza abissale fra le prime tre e le altre. Questo porta ad una “distribuzione “ dei punti in classifica caratterizzata da una forte sperequazione. Forse il fatturato, forse il divario tecnico, forse la mentalità, una cosa è certa. Fin quando ci saranno squadre o società che per poter “sopravvivere” nel campionato di serie A sono “costrette” a fare calcoli domenica dopo domenica, il calcio ci riserverà classifiche assurde come quella della serie A 2016/2017. Secondo me, come detto nella risposta alla prima domanda, alcune squadre vedono, per esempio,  l’accesso  in Europa League come una stratosferica rottura di palle che si tradurrebbe in ritiro anticipato, dispendio di forze, partite infrasettimanali e soprattutto ritorno economico minimo. E quindi… Tanto vale scendere in classifica e pensare alla prossima stagione. Nel calcio , come nello sport in genere, la differenza la fanno le motivazioni!!!!. E questo vale anche per tutti quelli che a Dicembre dicevano che la lotta in coda  era bell’e finita.

LA FACILITA’ CON CUI SI SUPERANO I 20 GOAL NELLA CLASSIFICA CANNONIERI RISPETTO AL PASSATO E’ SINTOMO DI UN CALCIO CHE IN ITALIA STA CAMBIANDO PELLE?

Si. Il calcio in Italia, e non solo, sta cambiando.

Una volta ( e non parlo di mille anni fa), il nostro campionato era la patria dei difensori  migliori del mondo. Non a caso,  in Italia, lo scudetto va, da sempre,  a chi subisce meno goal.

Baresi, Maldini, Buffon, Zoff, Nesta, sono solo alcuni dei grandissimi campioni che hanno reso l’area di rigore il loro regno. Se leggiamo gli organici delle attuali squadre, notiamo che ci sono , in ruoli nevralgici all’interno di una squadra, dei perfetti sconosciuti. Ci sono state squadre, nel campionato appena terminato, che hanno subito 80 goal!!! 80 goal in meno di 40 partite. Più di 2 a partita. Una cifra impensabile fino a qualche anno fa. Ci sono state partite con dei risultati “farseschi”. 3-3, 5-3, 7-1, 5-4. I più penseranno a partite spettacolari. Non è così, per me. Lo spettacolo è altra cosa. Anche uno 0-0 sa essere spettacolare, ma questa è un’altra storia.

Mertens, Dzeko, Belotti, pur essendo dei giocatori fortissimi,  non sono Van Basten, Careca, Maradona o Platini, eppure doppiette e triplette ( nel caso di Mertens anche una quadripletta) sono arrivate come se nulla fosse.  A ciò si aggiunga il fatto che, per favorire lo spettacolo ( concetto per nulla assolutizzabile, come detto) i cartellini gialli fioccano con la stessa abbondanza della nevicata del 7 Gennaio 1985. Un difensore che becca un cartellino al minuto 15 per aver dato un calcio ad un attaccante, giocherà i restanti 75 minuti con i “piedi di piombo”. Tutto ciò a vantaggio degli attaccanti avversari.

C’è anche da dire, e qui concludo, che esistono  squadre , come il Napoli, votate prevalentemente all’attacco. Squadre con allenatori che hanno nel dna il goal.  Il Napoli ha portato ben 4 giocatori in doppia cifra. Questione di mentalità ed attitudine. Peculiarità che, approfittando di partite di calcio che si trasformano in partite di bowling vista la presenza massiccia di birilli da abbattere, potano ad un bottino di goal segnati eccessivamente alto.

IL PERSONAGGIO CHE PIU’ HA LASCIATO IL SEGNO IN QUESTA STAGIONE

Rispondere a questa domanda è impresa ardua. Potrei fare tanti nomi. Totti, in virtù del suo addio al calcio. Muntari, che dopo l’ennesimo spettacolo a base di ululati razzisti, decide che si è rotto le palle e se ne va dal campo a partita in corso. Zamparini , che di punto in bianco, invece che cacciare via l’ennesimo allenatore, decide di cacciare via se stesso dalla Presidenza del Palermo. Potrei andare avanti ad oltranza; ma alla fine non soddisferei appieno la mia voglia di dare una risposta ad una domanda tanto semplice quanto insidiosa.

Se dobbiamo attenerci al calcio  come gioco e quindi parlare , appunto, del gioco inteso come espressione di uno sport supportato da elementi come lo studio, la preparazione, la tattica e la fisicità, penso che il Napoli abbia rappresentato un’espressione molto alta del divertimento gettato su un campo di calcio. Divertimento del quale sono stati spettatori i tifosi ma soprattutto i calciatori. Gli stessi, che per larghissimi  tratti del campionato, sono sembrati orchestrali ben affiatati e diretti da un Maestro: Maurizio Sarri. E’ lui il simbolo di questo campionato. E per me lo è anche non solo nel vestire i panni dell’allenatore, ma anche come uomo. Fuori dagli schemi, che dice sempre quel che pensa ( e per tale motivo spesso criticato), in tuta , ma soprattutto estimatore di Fante e Bukowsky.

Sarri è riuscito in un doppio “miracolo”. Dopo aver perso Higuain , ha perso anche il sostituto di Higuain. E che ha fatto ?? Ha “trasformato” un giocatore di fascia famoso per essere decisivo solo a partita in corsa , in un centravanti con devastante. Ha imbastito una squadra con meccanismi, soprattutto in attacco, di una precisione svizzera. Gli stessi meccanismi che in difesa hanno scricchiolato, ma , per me, per motivi non addebitabili a lui, o meglio non solo a lui. Ha costruito un Napoli divertente, vincente ( nessun titolo, ma tanti record sul campo infranti) ma soprattutto un Napoli con un’identità. Cosa che non si vedeva dai tempi di Maradona. Parlare oltre di Sarri in un blog ove già è stato detto tanto sul mister, potrebbe risultare ridondante. Voglio concludere dicendo che quando gioca il Napoli , da un anno a questa parte, non vedo l’ora che arrivi la partita. E non solo perché ne sono tifoso, ma perché mi voglio divertire. E quando la squadra per cui tifi ti diverte al punto da farti ritornare al San Paolo dopo 35 anni ( Napoli Udinese 3-0), allora vuol dire che sei nel paradiso degli amanti di questo gioco.

LA SQUADRA PIU’ ESALTANTE  E QUELLA PIU’ DELUDENTE

Consultando il dizionario Treccani, alla voce, ESALTANTE c’è scritto: Entusiasmante, eccitante, che costituisce motivo di vanto e di intimo orgoglio.

Vanto, orgoglio, concetti associabili tranquillamente al tifo che allo sport in se.

Eh, si per fortuna ( che bello dirlo FINALMENTE!!) tifo per una squadra che , quest’anno più degli altri, mi ha reso orgoglioso di farlo. È da vanitosi dire che tifo per la squadra che più di tutte ha mostrato un calcio esaltante??? Sarà pure da vanitosi, ma chi se ne frega.

In altri momenti di questa sezione ed in altri spazi del blog ho parlato del Napoli e del suo “virtuoso “ allenatore. Quindi farlo oltre sarebbe noioso per chi legge.

La squadra più deludente , per me, è sicuramente l’Inter. Dal 2010 ad oggi una perenne promessa di riscatto avvolge la brina estiva che bagna  San Siro ogni mattina. Proclami di allenatori nuovi visti come dei messia pronti a far dimenticare gli sfarzi Muoriniani. Giocatori normalissimi spacciati per campioni planetari.  Soldi nuovi e vecchi che scivolano di mano in mano senza dare alcun frutto. E così è stato anche per questa stagione ormai andata come le altre. Settimo posto. Fuori dall’Europa. Tante umiliazioni subite anche da squadre che per livello tecnico e blasone, nemmeno fra 2000 anni riusciranno a guardare da vicino le bacheche nerazzurre. A volte, quando un computer non va più bene e non assicura le performances suggerite dalla casa madre, un bel RESET  diventa più che necessario.

SPESSO SI DICE  CHE LA DIFFERENZA LA FACCIANO I DETTAGLI.QUALE DETTAGLIO HA FATTO LA DIFFERENZA NELLA LOTTA SCUDETTO E QUALE IN QUELLA PER LA SALVEZZA?

Visto che si parla di dettagli, non sto qui a parlare di abitudine alla vittoria, motivazione, tasso tecnico, tutte variabili fondamentali per vincere ( il campionato l’ha vinto la Juve, ma il Crotone ha “vinto” la salvezza) che tutto sono tranne che dettagli.  Per quanto riguarda la lotta scudetto, quindi lotta a tre fra Juve, Roma e Napoli,  credo che la Juve abbia avuto il merito di essere la squadra più quadrata. Ovvero la squadra che delle tre ha saputo dare più equilibrio fra i reparti. Questo “dettaglio” ha fatto la differenza permettendo di perdere una partita in più del Napoli  (5) ma pareggiarne molte meno.

Fossimo ad un anno fa, potrei dire  che il dettaglio che ha  segnato la lotta scudetto sia   stato il missile  di Zaza al San Paolo. Ma quest’anno, l’unica vera differenza fra quelle tre lì davanti , è stata che la Juve, come sempre, è stata continua e costante.

Per quanto riguarda la lotta salvezza, si può tranquillamente affermare che, in tanta mediocrità, trovare qualcosa di buono sia  davvero impresa ardua. Il dettaglio, secondo me,  è stato evidenziato proprio nell’ultima giornata quando l’Empoli , perdendo con il retrocesso Palermo, ha regalato la seria A al Crotone. Giocarsi una stagione, a volte un’intera carriera, in una sola partita, non è cosa da tutti.

COSA PENSI DELL’ULTIMA STAGIONE DI TOTTI DA GIOCATORE DELLA ROMA?

Inutile, se non nell’ultima giornata quando si è dato giusto tributo ad un protagonista del nostro campionato per oltre 20 anni. Come giocatore l’ultima stagione doveva essere, secondo me, quella dell’anno scorso o di due anni fa. L’età è un macigno per alcuni uomini, soprattutto gli sportivi. Avrei preferito vederlo ritirarsi quando ancora era un giocatore determinante, e non semplice spettatore. Ma comunque sia è stato giusto omaggiare un simbolo di Roma, della Roma e della Nazionale. Nei ricordi di noi  non tifosi della Roma rimarranno il cucchiaio contro l’Olanda e altre “perle” con la maglia azzurra. Ha segnato tanti goal, alcuni dei quali meravigliosi.

E’ stata ammainata l’ultima bandiera del calcio italiano. Una bandiera non sempre pulita. Altre bandiere non si sarebbero mai macchiate con insulti ad arbitri, sputi ad avversari , calcioni e manate gratuite. In questo senso di Gaetano Scirea ne nascono uno ogni 1000 anni. Ma comunque sia, 21 anni con la stessa maglia è un record non da tutti, ma da Totti.

TRA I RAGAZZI IMPIEGATI IN SERIE A, CHI CREDI DIVENTERA’ PROTAGONISTA NEGLI ANNI A VENIRE?

Quest’anno calcistico passerà alla storia come quello in cui, forse, più degli anni scorsi, abbiamo assistito all’ “esplosione” di tantissimi giovani calciatori, molti dei quali, finalmente, italiani.

Molte Società, grazie anche alla complicità dei loro coraggiosi direttori sportivi ed  allenatori, hanno cominciato ad affidarsi a leve giovani o giovanissime sulle quali fare affidamento per il presente, ma soprattutto per il futuro.  Addirittura l’Atalanta della “miracolosa” conquista dell’Europa è costituita, quasi interamente da giovani. Conti, Kessiè, Caldara, sono solo alcuni dei nomi che hanno fatto grande la Dea. Due ragazzini terribili, Giovanni Simeone e Federico Chiesa, figli di contanti padri, hanno messo in mostra una freschezza ed una bravura invidiabili.

Si sa, le squadre più “povere” tendono sempre ad affidarsi, per motivi economici, a giovani con tanta buona volontà e poche velleità danaresche. Udinese, Empoli, Atalanta, Sampdoria, Pescara etc hanno da sempre sfornato vere e proprie sorprese. Da queste squadre sono usciti calciatori come Pastore, Verratti, Insigne, immobile solo per citarne alcuni. Tutti giocatori approdati poi, grazie anche a procuratori scaltri e scafati, in squadre di ben altro rango.

Ma quest’anno, diversamente dagli anni scorsi, abbiamo assistito ad un fenomeno in controtendenza; ovvero anche squadre di alta classifica ( quantomeno nelle intenzioni), si sono lanciate sui giovani. E proprio su alcuni di questi vorrei soffermarmi rispondendo alla domanda. Il Napoli, con i soldi della cessione di Culo Basso Higuain, ha acquistato 8 giocatori, fra cui Diawara, Rog, Zielinsky, Milik tutti under 23. La Juve ha fra le sue fila, purtroppo a lungo fermo causa infortunio, il fortissimo Marko Pjaca classe 1995. Inoltre ha deciso di puntare sul lucchese Daniele Rugani (under 23) come punto fermo della sua difesa futura accostandolo al neo acquisto Caldara. L’Inter ha acquistato a Gennaio dall’ Atalanta il centrocampista Gagliardini  classe 1994. Il Milan schiera Romagnoli classe 1995 ( autore di un goal bellissimo a Buffon). Insomma di giovani di talento ce ne sono tanti e speriamo che il trend cresca sempre di più. Quelli che secondo me lasceranno sicuramente un’impronta negli anni a venire, sperando che qualche sceicco facoltoso non ce li rubi, sono tre.

Diawara del Napoli, che all’età di 18 anni ha giocato, per la prima volta in vita sua, contro i mostri del Real Madrid con la stessa naturalezza con cui giocherebbe contro il Real Aversa. In lui ho visto una personalità impressionante oltre che un gioco ordinato e votato alla squadra.

Kessiè dell’Atalanta ed ora al Milan. Alcuni dicono che sia più vecchio dell’età dichiarata, ma questo non ci interessa. Veloce, tecnico, forte di una forza insita nel suo dna da corridore su savane infuocate. Un frangiflutti da far perdere la pazienza anche  a Giobbe. Per informazioni chiedere a Maurizio Sarri.

Chiesa. Uguale al padre, nei lineamenti, nel ciuffo, nel modo di correre. Tecnico come il padre, ma più veloce. Quando corre dietro il pallone, sembra uno di  quei gattini che giocano con le palline di plastica ma , essendo più veloci , puntualmente le superano con agilità. La freschezza dei suoi 18 anni si vede nel pressing feroce e nella voglia di non arrendersi mai!!.

DA QUELLO CHE HAI VISTO IN QUESTA STAGIONE CHI CREDI VINCERA’ IL PROSSIMO CAMPIONATO E PERCHE’?

La Juventus. Vincerà di nuovo la Vecchia Signora. Se la batosta di Cardiff , non tanto per il risultato, ma per quello che si dice sia successo fra alcuni giocatori a contorno della partita, non influirà sul rendimento e sulla testa dei calciatori. Organizzazione, dirigenti più che capaci, livello tecnico spiccato rispetto alle avversarie, ottimo allenatore mi inducono a considerarla ancora la favorita. La Juve è una squadra che può permettersi tranquillamente di vendere uno come Bonucci ( che insieme a Dani Alves è stato  al centro delle polemiche pre, durante e post Cardiff e che insieme a Dani Alves è stato ceduto proprio perché da quelle parti, se ti metti di traverso, sei fuori!!) ed acquistare in un attimo Bernardeschi ( non l’ho nominato nella risposta 8 in quanto, per me, non merita un posto fra i giovani promettenti. Di sicuro mi sbaglio, ma non mi piace ). Inoltre ha preso il portiere polacco della Roma del quale non riesci , causa incapacità mia, di scriverne il nome e Douglas Costa dal Bayern. La Juve sembra rafforzarsi anno dopo anno .

La Roma ha cambiato tanto , in primis l’allenatore e ciò mi fa pensare che la stagione ventura possa essere una stagione di transizione. Il Napoli è riuscito a riconfermare tutti i suoi gioielli, ma il problema del Napoli non e’ nei piedi o nei polmoni dei suoi giocatori. Piedi ottimi e polmoni pieni sono una caratteristica tipica dei ragazzi di Sarri. Il problema è dal naso in su. Quando  e se i difensori del Napoli capiranno che il livello di concentrazione in quella squadra deve durare 95 minuti allora avremo il Napoli campione d’Italia.

P.S Milan, Inter , Lazio non credo abbiano la possibilità di sperare nel tricolore….ma attenzione, il calcio è strano…..

COME GIUDICHI LA NARRAZIONE DEI MEDIA DURANTE LA STAGIONE? COM’E’ CAMBIATO IL GIORNALISMO SPOSRTIVO RISPETTO AL PASSATO?

Devo ammettere che la domanda più dura a cui rispondere è proprio questa. Si potrebbe scrivere per giorni su come sia cambiato il modo di raccontare il calcio negli anni.

Dopo giorni di riflessione , ho deciso di trattare l’argomento in maniera molto schematica e diretta.

IERI

Gianni Brera, Beppe Viola, Sandro Ciotti, Enrico Ameri e tutti glie eroi de “Tutto il calcio minuto per minuto”, Paolo Valenti, Giampiero Galeazzi, Tito Stagno, Enzo Tortora.

OGGI

Un inutile stuolo di urlatori fanatici, ultras, arroganti e , per di più, ignoranti, i nomi dei quali scompaiono di fronte ai nomi di IERI, ragion per cui, il solo enunciarli, risulterebbe iniziativa del tutto inutile.