Logica, caso, casistica e cambiamenti

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La coincidenza è logica – JOHAN CRUYFF

Oggi si assiste ad una rapida ascesa di studi di tipo scientifico applicati al calcio. Non possono sembrare più un vezzo o un passatempo di qualche matematico o fisico che nel tempo libero applica le proprie conoscenze alla propria passione calcistica.

Il calcio è ormai un’industria. Industria con moltissimi zeri e che in futuro continuerà a crescere grazie alla sua inesorabile espansione in Asia e Nord America.

Come l’epistemologia greca uccise il mito, la scienza in un certo senso vorrebbe uccidere la mitologia nel calcio. Cos’è la mitologia nel calcio al netto dei suoi fatti mitologici?  L’imponderabile, il non prevedibile il poco stocastico. Alla fine quello di cui la scienza si va convincendo è che se hai un assioma di partenza (11 calciatori, una palla, un campo dal perimetro definito e un set di regole), le variabili possono essere calcolate e con esse anche diciamo quei fenomeni detti emergenti che si producono dal comportamento di N individui che si muovono assieme. Dovrebbe essere così, dovrebbe essere solo una questione di dati, calcoli e potenza dell’elaborazione…e però…raccontiamoci una storia 🙂

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Campionato Italiano di eccellenza Unione sportiva Dro vs Termeno. Serie di rigori, per l’esattezza il quarto, se il portiere Angeli para il Dro è promosso alla categoria superiore. Tira Palma per il Termeno. Quel rigore somiglia un po’ a quello sbagliato da Baggio nella finale mondiale del 1994.

Roberto Baggio and Claudio Taffarel

Variante 1: questo rigore viene calciato alto ma non finisce fuori, sbatte sulla parte alta della traversa. Palma cade a terra disperato mani in testa lacrime agli occhi. Angeli si gira pugni alzati e comincia a festeggiare con i tifosi del Dro.

Variante 2: non tutti i palloni calciati sulla traversa ritornano in campo lontani dalla linea di porta. E così è. Il pallone sbatte sulla traversa torna in campo con un effetto retrogrado rimbalza due volte e finisce in porta. Il Dro sbaglia il rigore successivo e il Termeno vince. Un gol ridicolo e imponderabile ha fatto la differenza.

La Federcalcio farà ripetere la partita perché evidentemente non riusciva ad accettare una tale insensatezza come elemento decisivo di un’assegnazione di campionato.

Si obietterà che in un girone di eccellenza, qualità, preparazione tattica e investimenti sono di livello mediocre e quindi la caso/fortuna ha un peso maggiore rispetto alla logica. Ok può essere.

Eppure quale software o scienza potrebbe prevedere che in una singola partita possono accadere le seguenti cose e se ne esca vincitori:

  1. uno score di partenza da recuperare di 3 gol in 45 minuti
  2. 3 gol segnati in 6 minuti ad una squadra che nella sua storia non ha mai subito 3 gol in 6 minuti
  3. una parata miracolosa del portiere poco prima dello scadere dei tempi supplementari
  4. serie di rigori a favore dopo l’extra-time

Incredibile no? Eppure è successo in una finale di Champions League. Chiedere al Milan.

L’errore che oggi si può commettere è pensare che i risultati dipendano solo da programmazione, applicazione e analisi dei dati e a prima vista potrebbe anche sembrare così. In fondo da tifoso mi viene da pensare che se hai i giocatori migliori e le migliori strutture prima o poi vinci e in effetti è così ma non è sempre così. C’è sempre quell’elemento di imponderabilità, caso e poesia che rende e renderà sempre il calcio come la vita.

Meravigliosamente imprevedibile.

Chiedere al grandissimo Michael Palma.

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