Tuta blu

sarri1Fino a qualche mese fa, se qualcuno mi avesse parlato di una tuta blu, avrei pensato sicuramente ad un metalmeccanico, ad un operaio dell’Enel. Ultimamente, invece, soprattutto a Napoli, la tuta blu è associata ad un uomo in particolare. Maurizio Sarri, allenatore del Napoli . Suo padre, ironia della sorte, era davvero un tuta blu, operaio dell’ Italsider di Bagnoli.

Maurizio Sarri, classe 1959, con la sua tuta e le sue fidatissime Merit, irrompe nel mondo del grande calcio all’età di 57 anni, quando il presidente De Laurentiis decide di affidargli la squadra che è stata del “grande” Benitez nell’estate del 2015. 57 anni.. Già!!! Ne ha fatta di gavetta quest’uomo.

piazza_marsilio_ficino-figline_valdarnoCresciuto a Figline Valdarno diventa dirigente del Montepaschi facendo esperienze anche a Londra e Lussemburgo. La sua carriera da bancario è accompagnata dalla sua passione per il pallone. Di mattina lavora, Maurizio, e nel pomeriggio/sera gioca, anche se, ben presto, complice un infortunio al ginocchio, il ruolo di allenatore soppianta quello di giocatore. Nel 1999, quando era responsabile tecnico del Togoleto, si licenzia dalla banca, dà l’addio definitivo alla giacca e alla cravatta e indossa quella che diventerà la sua seconda pelle: la tuta.

Dal 1999 in poi tantissime esperienze in serie non minori, di più. Inizia ad allenare a Stia e prosegue a Faella, entrambe in Seconda Categoria. Dopo tre stagioni compie un doppio salto andando in Promozione, ottenendo i primi risultati positivi con Cavriglia e Antella: portate in Eccellenza. Nel 2000 è scelto dalla Sansovino, che in tre stagioni guida dall’Eccellenza alla Serie C2, vincendo playoff e Coppa Italia Serie D nella stagione 2002-2003.

Nel 2003, in seguito alla vittoria della Coppa Italia Serie D riceve la deroga per allenare in Serie C2 e il presidente della Sangiovannese, Arduino Casprini, lo prende a guida della squadra valdarnese.

sarrigrigi-2All’esordio nel calcio professionistico ottiene la promozione in C1 nel 2003-2004 e l’ottavo posto nel successivo campionato di terza serie. Il 18 giugno 2005 si dimette. Il 9 luglio 2005 firma col Pescara ed esordisce in Serie B, traghettandola all’undicesimo posto, con conseguente salvezza con tre giornate di anticipo. Il 30 giugno 2006 si dimette. Il 31 ottobre passa all’Arezzo dopo l’esonero di Antonio Conte (l’ex juventino nelle prime 9 gare aveva conquistato 5 punti, senza vincere). In Coppa Italia l’Arezzo raggiunge i quarti di finale, eliminando il Livorno che milita in Serie A, venendo eliminato dal Milan (0-2 a Milano, 1-0 al ritorno). Il 13 marzo 2007 è esonerato dopo aver raccolto 19 punti in 18 gare, lasciando l’Arezzo all’ultimo posto in classifica.

Il 18 luglio ha una brevissima esperienza con l’Avellino. Si dimette il 23 agosto, dopo la gara di Coppa Italia persa con l’Ascoli 0-2, senza cominciare il campionato di Serie B, ritenendo di non poter lavorare in quella che viene da lui descritta come una situazione priva di programmazione e organizzazione. Il 31 dicembre subentra all’esonerato Davide Pellegrini sulla panchina dell’Hellas Verona in Lega Pro Prima Divisione con contratto triennale. Il 28 febbraio 2008 è esonerato dopo aver ottenuto un solo punto in 6 giornate con 5 sconfitte consecutive, e col Verona all’ultimo posto in classifica.

Il 23 settembre subentra all’esonerato Giovanni Pagliari a guida del Perugia in Prima Divisione e viene esonerato il 15 febbraio 2009 dopo la sconfitta di Gallipoli. Il 24 marzo 2010 sostituisce l’esonerato Gustinetti al Grosseto, nelle ultime 11 giornate di campionato. Il 6 luglio 2010 è ingaggiato da Nario Cardini, il Ds dell’Alessandria che l’aveva avuto alla Sansovino. I grigi disputano il campionato di Prima Divisione. A fine stagione la squadra giunta terza è eliminata in semifinale di ritorno dei playoff dalla Salernitana. Il 24 giugno 2011 Sarri si dimette, il 7 luglio firma col Sorrento che milita nel campionato di Lega Pro 2011-2012 Il 14 dicembre è esonerato con la squadra sesta in classifica (partita con penalizzazione di 2 punti), sostituito da Gennaro Ruotolo.

Il 25 giugno 2012 firma un contratto annuale con l’Empoli. In avvio di campionato i risultati stentano ad arrivare e dopo 9 giornate si ritrova in ultima posizione con solo 4 punti totalizzati, ma dopo alcune settimane la squadra comincia la rimonta e chiude al quarto posto: qualificatosi ai playoff, perde la finale per l’accesso in Serie A col Livorno, dopo aver sconfitto il Novara in semifinale. Il 13 giugno 2013 rinnova per due stagioni il contratto con la società toscana. Nella stagione 2013-2014 l’Empoli finisce al secondo posto, ed è promosso in Serie A. sarietoNella stagione 2014-2015 esordisce con gli azzurri in massima serie conquistando la salvezza con 4 giornate d’anticipo: conclude il torneo al 15º posto ottenendo 42 punti (8 vittorie, 18 pareggi, 12 sconfitte) e l’Empoli viene considerata la rivelazione del campionato. Il 19 maggio 2015 l’ex capitano della squadra toscana Ighli Vannucchi gli consegna il premio “Leone d’Argento”. Il 4 giugno seguente si dimette, nonostante avesse altri due anni di contratto col club toscano.

Il 4 giugno 2015 ritira ad Amalfi il premio “Football Leader – Panchina Giusta” assegnato dall’Associazione Italiana Allenatori Calcio. Riceve l’importante riconoscimento dalle mani dell’ex Ct della Nazionale, Cesare Prandelli. L’11 giugno seguente negli uffici della Filmauro firma col Napoli, subentrando a Rafael Benítez: il contratto è annuale con opzione per il secondo e ingaggio da 900.000,00 euro più dei bonus, tra cui il raggiungimento della Champions League, per un totale di circa 1,4 milioni di euro. Il resto è cronaca dei giorni nostri. Il toscanaccio taciturno e burbero, umile al punto da imbarazzarsi di fronte ad un complimento di Samuel Eto’o, maniaco della tattica  e dello studio associato ai palloni presi a calci, si trova ad affrontare una delle piazze più calde ed esigenti del mondo. Napoli. Croce e delizia dell’Italia intera e non solo a livello calcistico. Napoli che ancora ricorda il Re, il più forte di sempre, quello che ha scolpito il suo nome in tutti i vicoli che attraversano la città e in tutte le nuvole che ballano sopra il Vesuvio. Napoli è il Napoli!!e sebbene queste frase sembra ormai una frase fatta ed abusata per lo più da chi di Napoli non ha mai capito o voluto capire nulla, è così!!! Napoli è l’unica grande città al mondo ad avere una sola squadra di calcio. Lì non c’è spazio per altro. Questo Sarri lo sa. Napoli è dove è nato. Il papà operaio gliel’ha raccontata e forse anche per questo Maurizio tifa per il blu che era della tuta del papà e ora è’ il blu della sua. Sa Maurizio che certe cose, certe persone a Napoli non vanno toccate. Certi equilibri non vanno smossi. La sua esperienza a Napoli comincia con due punti in tre partite (Sassuolo, Sampdoria, Empoli) e quando molti cominciano a dubitare del suo valore, lui tace. Smette di tacere quando Lui, il Re di Napoli, Diego, dalla sua dimora dorata di Dubai dice  che Sarri non è l’uomo adatto ad allenare il “suo” Napoli . Sarri risponde dicendo che non si permetterebbe mai di criticare Maradona perché è il suo idolo e il solo fatto che Maradona conosca il suo nome, per lui è motivo di grande orgoglio. Furbo Maurizio. Furbo e umile. Dopo quelle tre partite, complice anche un cambio di modulo in corsa che lo fa dissociare definitivamente dal “talebano” Benitez, benitez-napoliche gli permette di vincere convincere, e dopo la risposta alle dichiarazioni di Maradona (il quale , mesi dopo, dirà apertamente di aver preso un abbaglio e di essersi sbagliato), scoppia l’amore con la città. L’uomo che legge Bukowski e Fante è entrato nel cuore di un popolo intero. Il Napoli vince e convince. Inanella una serie di risultati e prestazioni eccellenti tanto da farlo diventare “Campione d’Inverno”.

Il gioco e’ meraviglioso. Un orchestra fatta di undici elementi che si muove all’unisono e che fa girare la palla come nessuno in Italia. I goal arrivano con una semplicità imbarazzante. 4  al Milan, 2 alla Juve, 6 al Verona, 4 alla Samp, 5 al Frosinone, 5 alla Lazio più i 26 fatti nel girone di Europa League sono solo alcuni esempi del potenziale messo in campo da Higuain e compagni. I Giocatori collezionano record su record (possesso palla, maggior numero di tiri verso la porta, miglior percentuale di passaggi in verticale, unici in Italia ad aver segnato piu’ di 100 goal). Se non fosse esistita la Juve aliena di Allegri e Pogba, ora starei scrivendo di altri affari. Ma il calcio è questo. C’è sempre qualcuno più forte di te. Sarri lo sa, eccome!!! E quando gli parlano di scudetto, lui nicchia dicendo che la Juve , anche a meno 15 punti, rimane la favorita. E così e’ stato. Juve per la quinta volta consecutiva Campione d’Italia (chapeau!!!) e Napoli secondo dopo una corsa snervante con la Roma dell’eterno Totti risoltasi a favore del ciuccio solo all’ultima di campionato. Già l’ultima di campionato. Napoli 79 punti, Roma 77. Il 14 maggio alle ore 20.45 si affrontano Milan e Roma a San Siro e Napoli e Frosinone in un San Paolo agghindato a festa con 60.000 invitati. Ma gli invitati sono lì non solo per accompagnare gli 11 orchestrali nell’ultima sinfonia della stagione, ma anche e soprattutto per cullare ed accarezzare seppur virtualmente un ragazzone Argentino con un naso da cocorita che vuole a tutti i costi scrivere la storia quella sera. Il pipita Higuain, prima di quella sera, ha segnato la bellezza di 33 goal in 34 partite. Gliene mancano due per agganciare la leggenda Nordhal ( suo il primato nella stagione 1949-1950 di goal segnati in un solo campionato) e tre per sorpassarlo. Non si parla d’altro in città da giorni. Battere il Frosinone è scontato secondo alcuni. Per altri, me compreso nel calcio, nulla è scontato. Chiedete ad un certo Claudio Ranieri!!!.

A Napoli non ha mai piovuto così tanto negli ultimi mesi. Altro che il 14 di Maggio, sembra metà Novembre. Lo stadio ribolle di passione, bagnata si, ma sempre passione e’. Escono dagli spogliatoi e negli occhi dei giocatori del Frosinone, alcuni dei quali al primo anno di serie A, si legge imbarazzo e meraviglia nel vedere tutta quella gente zuppa che ha invaso tribune e curve. Esce anche Sarri con un giubbino rosso sopra la tuta blu. Fa freddino e non è il caso di bagnarsi troppo…Abbiamo un’età ormai.

La partita comincia come sempre, ovvero con il Napoli a giocare, passare, verticalizzare, tirare e gli avversari a guardare. I ciociari, come alcuni loro emuli ben più titolati (Milan, Roma su tutti) erigono un fortino a difesa del loro portiere Zappino, faccia da scugnizzo e guizzi da leopardo. Niente. Il fortino resiste, rimangono in dieci quelli de Frosinone, ma si dannano pur di salutare la serie A ( sono gia’ retrocessi) con orgoglio e dedizione. Il Napoli attacca, ma la cocorita azzurra sembra spaesato. A volte addirittura svogliato. E quando sembra che si debba andare negli spogliatoi sullo 0 a 0 ( con la Roma che sta distruggendo il Milan a San Siro) ecco l’acuto di capitan Hamsik che trafigge il Leopardo Zappino a due minuti dalla fine del primo tempo. Tutti sullo stadio sanno come finirà. Il Frosinone è spacciato. Troppo questo Napoli per 10 ragazzi volenterosi e nulla più. Tutti sanno e tutti vorrebbero i 3 sigilli decisivi. Quelli della leggenda. Rientrano in campo e vedi i volti dei napoletani distesi, leggeri come quelli di un ragazzino dopo la fine della prova scritta alla maturità. Ora tutti giocano per lui. C’e’ da battere un altro record. E quella canaglia dal naso a pipa e dal culo basso ne fa tre in 10 minuti. Il terzo ( trentaseiesimo) e’ una rovesciata sublime che rimarrà scolpita come quella del signor Parola. Apoteosi!!! Delirio!! Leggenda!!! Si leggenda… Chi li fara’ mai piu’ 36 goal in un campionato come quello italiano dove si bada sempre prima a non prenderle e poi, casomai, a darle.

higua

Quello che successe dopo il 90 esimo lo abbiamo visto e saputo tutti. Festa, interviste, cena, selfie.

Ma io voglio immaginare mister Sarri che torna a notte fonda a casa. Entra senza far rumore. La moglie dormirà di sicuro. Posa la borsa nell’ingresso. Le gambe gli tremano ancora e la gola è secca di nicotina ed emozione. C’è una luce fioca in soggiorno. La signora si e’ addormentata con la tv accesa. Sullo schermo ci sono ancora le immagini della festa. Si avvicina piano piano e con delicatezza desta il suo amore per andare a dormire. Lei apre gli occhi e sorride come farebbe una bimba che aspettava che il papà la portasse a letto. Lo abbraccia e nel farlo gli sussurra “ Non ho mai avuto dubbi che ce l’avresti fatta.” Le gambe smettono di tremare e la gola diventa meno secca. Viene annaffiata da un ruscello di lacrime e singhiozzi. Le lacrime di chi ha inseguito un sogno per 40 anni. Le lacrime di chi non ha mai smesso di credere in se stesso. Le lacrime di chi dal basso e’arrivato fin lassù e solo quando parti dal basso il lassù ti fa girare la testa.

La moglie lo guarda e dice…”Oi, ma che fai?? Piangi?? Vedi di smetterla grullo, perché da domani, si fa sul serio…”