UNTOUCHABLES

Se qualcuno mi dovesse chiedere cosa sia per me il tifo per una squadra di calcio non esiterei rispondendo che è la cosa più vicina all’amore per una donna. Anzi, direi che l’amore per una donna è la cosa più vicina alla passione per la propria squadra.

Ho deciso di mettermi a scrivere qualche giorno dopo sconfitta del Napoli ad Anfield per opera del Liverpool, non per fare delle elucubrazioni particolari sulla partita, e nemmeno per analizzare tatticamente o tecnicamente qualcosa. Ho deciso di farlo per un unico motivo. Prendere posizione!

Quando si è innamorati si vive in una dimensione fenomenale che con la realtà poco ha a che fare. Il contesto in cui la tua vita si svolge non lo capisce nessuno. A volte nemmeno tu. Tutto quello che fai lo riconduci e lo associ a lei. Vai a comprare un paio di scarpe? Ti senti in colpa ed allora prendi un pensierino per lei. Vedi un film bellissimo la sera in cui lei esce con le amiche e la prima cosa a cui pensi è rivederlo insieme a lei; coì perchè la cosa più naturale del mondo è condividere i propri sentimenti con chi ami. E col calcio? Non è forse la stessa cosa?

Qualche giorno prima della partita di Anfield già sentivo quella sorta di irrequietezza che mi pervade ogni volta che gioca il Napoli. E io sono uno di quelli che vive una partica con il Liverpool con lo stesso pathos di una col Frosinone. Ogni cosa che fai la associ a quei 90 minuti che verranno a farti sentire vivo ed arrivi a quell’appuntamento con la stessa ansia e la stessa frenesia del primo appuntamento. Non pensi a nulla più. Che goduria è il calcio. Ha la magia di farti ritrovare improvvisamente il quindicenne che si emozionava di fronte ad un paio di tette, che parlava alla luna dopo il primo bacio e che piangeva a di rotto fra le braccia di un amico dopo un “ non ti voglio più bene”. Le stesse identiche emozioni me le dà il mio Napoli e lo chiamo mio perchè quello che dà a me, già so, non lo dà a nessun altro; perchè il tifo, oltre ad essere una cosa straordinariamente avviluppante, è anche estremamente personale ed intima. Quando ero bambino sognavo e fantasticavo di diventare un calciatore (ovviamente del Napoli) ed ora, alla soglia dei 47 anni, sogno di essere io al posto di Carlo Ancelotti in panchina, sul campo di allenamento o in sala stampa. Non è magia questa?! E quando vivi con questa meravigliosa fonte magica nella tua vita, allora accade che gli interpreti del tuo sogno diventano piano piano anche i tuoi amici, i tuoi idoli (anche a 47 anni si hanno idoli per fortuna).

Il Napoli ha giocato tante partite in maniera scellerata. Ho visto buttare all’aria delle partite già vinte, così come ho assistito a vere e proprie imprese. Ho pianto per il Napoli e l’ho fatto tante volte. Ho gioito e per gioire non occorre necessariamente vincere una coppa o un “titulo”. Mi sono fatto venire attacchi di ansia, di paura. Ho passato notti insonni dopo una sconfitta o dopo una vittoria importante. Ho anche rotto qualche suppellettile. Ma una cosa non ho mai fatto. Non sono mai stato capace di provare risentimento nei confronti di nessuno dei calciatori della mia squadra.

Quando finisce una storia d’amore qual è la cosa che più di frequente ci esce dalla bocca? Che stronza!!!! Quella che, fino all’attimo in cui ci ha comunicato che era tutto finito, era la nostra unica sorgente di vita. La donna migliore del mondo, lo scrigno segreto della nostra felicità, in un attimo, un tremendo attimo, si trasforma nel nemico pubblico numero uno. È incredibile come riusciamo a trasformare le persone “solo” per quello che fanno e non ci piace. Non accettiamo che una persona che amiamo alla follia possa decidere di prendere altre strade. E anche quando siamo noi, rarissime volte a dire il vero, a far finire una storia, lo facciamo sempre incolpando lei. E questo rende noi uomini pessimi esseri umani. Facciamo del possesso il nostro stile di vita e guai a chi osa scardinare questo “stile”.

Prima della partita di Liverpool si parlava di un Napoli sontuoso, un Napoli che ha dimostrato a tutta Europa che i 9 punti che lo posizionavano primo davanti a Liverpool e PSG erano segno indiscusso di maturità. Di un livello che ormai è alla pari dei vice campioni d’Europa. Eravamo tutti orgogliosi ed entusiasti dei nostri eroi. Dopo la partita, esattamente dopo l’attimo del fischio finale, ecco l’abominio. Da teneri amanti, i più, si sono trasformati in aguzzini. Simili a quegli uomini di merda che preferiscono acido e pistole alla ragione e al rispetto. I nostri eroi “proletari” che sfidavano i capitali esteri, i nostri gioielli che mezza Europa ci invidia, i nostri cavalieri si sono trasformati in una banda di brocchi, cialtroni, mercenari e altre amenità. E allora sfiguriamoli pure. Utilizziamo tastiere di tablet, pc o cellulari come fossero taniche di acido. Chissenefrega. I santoni della parola associata al calcio hanno lanciato la sentenza di morte. I colpevoli della disfatta di Anfield e conseguente uscita dalla Champions sono due: Hamsik e Mario Rui e, già che ci siamo, mettiamoci dentro pure Hysaj che pure se non ha giocato, ci sta sui coglioni lo stesso.

La pletora dei fantomatici allenatori ha partorito i teoremi più assurdi per giustificare la sconfitta di Anfield. Rui inguardabile contro Salah, Hamsik lento e macchinoso, “non ci siamo qualificati per colpa di Rui che ha perso Salah e anche Di Maria a Parigi e quello della Stella Rossa al San Paolo”, “abbiamo due terzini (e qui subentra Hysaj) degni dell’Empoli”, etc etc etc . Non mi dilungo perchè tanto la sostanza è sempre la stessa.

Facciamo chiarezza. E, soprattutto, cerchiamo di essere obiettivi una buona volta. Siamo il Napoli e non il Bayern Monaco, il Barcellona, Il Real o la Juve. Ciò significa una sola cosa. Il budget e il fatturato del Napoli possono permettere, se si vogliono evitare debiti madornali, acquisti di un certo tipo di calciatore. Esempio su tutti. Joao Cancelo; ottimo giocatore di fascia, è costato alla Juve 40 milioni. E la Juve lo ha acquistato stanziando un budget che la società stanzia per cartellini più o meno normali. Per i cartellini top, abbiamo visto in estate quanto è capace di investire. E questo è valido per tutti i top club europei. (si vada a vedere quanto ha investito il Liverpool per Allison e Van Djik oppure il Chelsea per il suo nuovo portiere). Con questo non voglio assolutamente dire che chi costa di più è, per forza di cose, più forte per assunto (anche se spesso è così). Voglio dire che sulla fascia sinistra il Napoli aveva ed ha Faouzi Ghoulam, ovvero un calciatore che, al momento dell’infortunio, era definito uno dei tre migliori terzini sinistri d’Europa. Il Napoli gli ha accostato Mario Rui, ovvero un terzino sinistro nel giro della nazionale portoghese (campione d’Europa) acquistato dalla Roma ( per inciso nell’Empoli ci giocava prima della Roma). Ora, che Mario Rui non sia Roberto Carlos lo sappiamo tutti e lo sa soprattutto lui. Credo sappia benissimo anche che non è Marcelo. Mario Rui è colui che ha giocato titolarissimo (causa infortunio di Ghoulam) nel Napoli di Sarri. Quello dei 91 punti, quello che ha superato la soglia dei 90 punti senza vincere lo scudetto, quello che ha vinto a Torino in casa Juve. La fascia sinistra, fra campionato e coppe, se l’è mangiata perchè nei titolarissimi lui c’era. Non voglio dilungarmi oltre. Voglio solo dire che merita rispetto e ne merita tanto. Sui mezzi tecnici si può discutere a lungo (non con me, non mi interessa!) ma sulla dedizione, sul sacrificio, sull’essere parte di un gruppo, sull’attitudine a cercare di interpretare al meglio il ruolo, silenzio. Bisogna fare solo silenzio e se proprio vogliamo dire qualcosa un grazie credo sia l’unica cosa sensata da far uscire. E lo stesso ragionamento riguarda Hamsik, Hysaj, Milik (che non è stato capace di segnare a porta vuota a Liverpool, anche questo mi è toccato leggere!!!). Hamsik è uno che ha sposato il Napoli e Napoli. Chi lo ha fatto negli ultimi anni? Pochi calciatori. Chi ha rifiutato offerte importanti da mezz’ Europa per rimanere all’ombra del Vesuvio e ercare di regalare qualcosa di bello alla città? Solo lui. Può giocare bene o male, nun me ne fott nient!! E’ il capitano della squadra. È una persona perbene e un calciatore corretto con tutti, che siano essi avversari o arbitri o tifosi di altre squadre. E bisogna andar fieri di un capitano così. Il capitano dei record. Parafrasando Al Pacino in Scent of Woman “..l’anima di questo ragazzo va protetta, va preservata come un dono prezioso…fate così e , credetemi, non ve ne pentirete..”Stephen Gerrard ha giocato sempre a livelli mostruosi? Non lo so. E John Terry?.Idem. Eppure il pubblico li ha sempre osannati. Ma gli inglesi, si sa, sono diversi da noi (vedi i tifosi che applaudivano Karius dopo la finale di Champions dell’anno scorso).

E se i calciatori del Napoli sbagliano qualche partita io sono il primo a bestemmiare in aramaico per giorni, ma poi tutto torna come prima. Tutto deve tornare come prima. Abbiamo una storia recente che ci dice che 14 anni fa eravamo in serie C a giocarcela con il Lanciano ed ora siamo a dire che abbiamo imbrigliato Liverpool, PSG, qualche anno fa Arsenal e Chelsea. Abbiamo avuto il piacere di vedere dei giocatori semi sconosciuti diventare dei campioni al livello planetario giocando a Napoli. Koulibaly, quando venne presentato a Napoli, fu definito, da qualcuno che ora sciorina perle di tattica e tecnica un po’ dappertutto, come uno buono solo per fare i traslochi. Lungimirante è dire poco!. Mertens (altro figlio adottivo di Napoli) ha regalato e regala goal meravigliosi. Insigne (figlio naturale di Napoli) lo abbiamo visto crescere in tutti i sensi, non solo calcisticamente.

Tifo per una squadra che ha avuto una sola grande sfortuna negli ultimi 8 anni. Trovarsi a contendere il campionato con la Juve più forte di tutti i tempi (secondo me). Se avessimo trovato una squadra un tantino più normale, avremmo in bacheca almeno altri due scudetti. Quindi, detto ciò, ma vale veramente la pensa perdere tempo con la ricerca ossessiva del capro espiatorio? È giusto attaccare dalla comodità del proprio divano chi ci mette gambe e polmoni? No. Non solo non è giusto ma è da vigliacchi. È da infami e io a questi vigliacchi da divano rivolgo solo un pensiero.

Andatevi a vedere tutte le partite del Liverpool degli ultimi anni. Anzi andatevi a vedere le partite del Liverpool da quando è arrivato Salah. Vedete quante difese ha squarciato e fatto a fette. E dopo che lo avete fatto, andatevi a leggere i nomi dei calciatori titolari di quelle difese. Buon divertimento!!!!!